domenica 3 giugno 2018

Un profetico Nietzsche sull'Europa


Da un passo di Umano, troppo Umano (#475, cap. 9) di F. Nietzsche, profetico visto che è del 1878:

“Il commercio e l’industria, lo scambio di libri e di lettere, la comunanza di tutta la cultura superiore, il rapido mutar di luogo e di paese, l’odierna vita nomade di tutti coloro che non posseggono terra – queste circostanze portano necessariamente con sé un indebolimento e alla fine una distruzione delle nazioni, per lo meno di quelle europee; sicché da esse tutte, in seguito ai continui incroci, dovrà nascere una razza mista, quella dell’uomo europeo. Contro questa meta opera oggi, consapevolmente o inconsapevolmente, l’isolamento delle nazioni dovuto alla fomentazione di inimicizie nazionali, ma lentamente quel mescolamento fa lo stesso il suo cammino, nonostante le temporanee correnti contrarie: questo nazionalismo artificiale è del resto tanto pericoloso, quanto lo è stato il cattolicesimo artificiale, giacché è nella sua essenza uno stato d’emergenza e d’assedio, che è stato proclamato da pochi su molti, e ha bisogno di astuzia, menzogna e violenza per mantenersi in credito. Non l’interesse dei molti (dei popoli), come ben si dice, bensì innanzitutto l’interesse di determinate dinastie regnanti e poi quello di determinate classi del commercio e della società, spingono a questo nazionalismo; una volta che si sia riconosciuto ciò, bisogna dirsi francamente solo buoni Europei e contribuire con l’azione alla fusione delle nazioni: alla qual impresa i Tedeschi possono collaborare con la loro vecchia e provata qualità di fare da interpreti e da mediatori dei popoli”.

1 commento:


  1. E non è certo l’unico passo di Nietzsche, in tal senso … ricorderei, per esempio, F. Nietzsche, “Il nichilismo europeo. Frammenti di Lenzerheide”, Adelphi Edizioni, Milano 2006, un libretto molto breve, in realtà, a con qualche spunto interessante.




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