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martedì 14 marzo 2017

Dormire tutta la notte è un'invenzione recente

Come ci racconta questo articolo, dormire per tutta la durata della notte e in maniera filata è un’abitudine di noi moderni, anzi modernissimi: sembra essere stata l’introduzione della luce elettrica a fine Ottocento ad aver modificato i nostri ritmi.

“Fino ai primi lampioni del Diciannovesimo secolo, che hanno ampliato le ore di luce e diminuito drasticamente quelle da poter suddividere in due riposi separati, tradizioni e gruppi sociali lontanissimi fra loro – geograficamente, ma non solo – avevano adottato la pratica del “sonno spezzato”: la notte era scissa in due parti, in due sonni, intervallati da un’ora di «quieta incapacità di prendere sonno» che in molte culture coincideva con rituali dedicati alla fertilità, all’interpretazione dei sogni o alla preghiera”.

La pratica di interruzione del sogno finalizzata ad esempio alla recita dei mantra, che riscontriamo nei monasteri tibetani, non sembra più perciò una strana abitudine relegata in certi contesti ma era estesa (seppur a un’intensità diversa) a tutte le persone.